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Mercato del lavoro, principale settore di discriminazione


Osservatorio europeo sul razzismo e la xenofobia

Media release 16 / 01
Vienna, 18.12.2001
News Service 16/01/IT
EUMC Index: 194-3-E


Comunicato ai media – Relazione annuale 2000
Mercato del lavoro, principale settore di discriminazione


Il mercato del lavoro e il luogo di lavoro sono i principali settori da cui provengono denunce di discriminazione da parte di immigrati e membri di minoranze etniche e religiose che vivono negli Stati membri dell'Unione europea.

Questa è una delle principali conclusioni della terza relazione annuale sugli sviluppi del razzismo, della xenofobia e dell'antisemitismo nel 2000, negli Stati membri dell'UE, elaborata dall'Osservatorio europeo sul razzismo e la xenofobia (EUMC) di Vienna. La relazione viene presentata oggi al Parlamento europeo a Bruxelles.

Le principali forme di discriminazione subite da immigrati e gruppi di minoranze nel mercato del lavoro sono rappresentate dall'esclusione dall'assunzione, dai salari inferiori alla media, dal declino dei livelli di partecipazione alla forza di lavoro e da un rischio maggiore di disoccupazione. In generale, il numero di disoccupati è proporzionalmente più elevato tra i lavoratori migranti e i gruppi di minoranze che tra la maggior parte della popolazione in tutti gli Stati membri dell'UE.

"Dobbiamo fare in modo che i migranti, le minoranze di colore ed etniche siano trattati equamente in tutta l'Europa e anche nel mercato del lavoro. Dobbiamo giungere ad un cambiamento di atteggiamenti, abitudini e valori e mirare ad una cultura che non veicoli inavvertitamente la discriminazione, ma che riconosca, rifletta e valuti la diversità," afferma Bob Purkiss, presidente del consiglio di amministrazione dell'EUMC.

In tutti gli Stati membri dell'UE, diversi attori hanno avviato delle iniziative per combattere la discriminazione e promuovere la diversità culturale sul luogo di lavoro. L'EUMC sosterrà tale lavoro pubblicando una relazione speciale sulle buone prassi sul posto di lavoro agli inizi del 2002.
L'adozione delle nuove direttive relative all'articolo 13 del trattato CE introduce in tutta l'Unione europea delle nuove norme comuni per la protezione contro la discriminazione. Le disposizioni delle direttive, che tutti gli Stati membri devono applicare entro il 2003, costituiscono un importante quadro per un equo trattamento per l'accesso al lavoro, all'assistenza sanitaria, all'istruzione nonché ad altri beni e servizi.

La relazione annuale dell'EUMC per il 2000 evidenzia altresì un ampio aumento della violenza razziale, degli attacchi antisemiti e delle minacce e intimidazioni di stampo razzista segnalati in Francia, Germania, Spagna, Svezia e nel Regno Unito. All'inizio del 2000 i tumulti di El Ejido in Spagna, dove centinaia di cittadini spagnoli hanno attaccato la popolazione marocchina immigrata, sono stati una delle più gravi manifestazioni di violenza razzista dell'anno.

"I continui attacchi e le discriminazioni cui devono far fronte le minoranze etniche in numerosi Stati membri dimostrano che la lotta contro il razzismo e la xenofobia è più importante che mai, ma richiede uno sforzo comune di tutte le componenti della società per far fronte non solo alla discriminazione razziale diretta, bensì anche a quella indiretta, e per lavorare attivamente a favore di una maggiore uguaglianza," afferma Beate Winkler, direttrice dell'EUMC.




Nota per l'editore:

La relazione annuale 2000 sarà pubblicata nelle seguenti lingue: inglese, francese e tedesco.

La sintesi della relazione annuale sarà disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'Unione Europea.

La relazione annuale 2000, la sintesi e il presente comunicato ai media saranno pubblicati su Internet: http://eumc.eu.int

Per ulteriori informazioni contattare l'Osservatorio europeo sul razzismo e la xenofobia:

Rahlgasse 3, A-1060 Wien
Tel: +43 (1) 580 30-31, Fax: +43 (1) 580 30-93
E-Mail: media@eumc.eu.int, Internet: http://eumc.eu.int

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31-7-2010

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