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I Fondi strutturali nell'Europa a 25.

Sviluppo regionale, una sfida per l'Ue allargata
Presentato a Roma il terzo rapporto sulla coesione
È fiducioso Ranieri Di Carpegna, direttore della DG Politica regionale della Commissione, sul futuro della coesione europea. Il piano per il periodo 2007-2013 garantirà lo sviluppo delle regioni di tutta l'Europa, permettendo all'Unione di vincere la sfida dell'allargamento. È questa la convinzione che ha espresso ieri, nel corso della presentazione del "Terzo rapporto sulla coesione economica e sociale" presso il Cide, Centro nazionale di informazione e documentazione europea.
L'evento, organizzato dalla Commissione, si è svolto contemporaneamente in tutte le capitali dei quindici paesi membri, dei dieci aderenti e dei due che si aggiungeranno nel 2007. Scopo dell'iniziativa, presentare ai cittadini e alle istituzioni nazionali addette ai lavori il piano di Bruxelles per lo sviluppo regionale dell'Unione a 27.
Di Carpegna ha sottolineato come, nell'elaborare il suo rapporto, la Commissione sia stata attenta a "non penalizzare le regioni degli attuali Stati membri, in particolare quelle che, nonostante i passi avanti fatti negli scorsi anni, sono ancora al di sotto di certi livelli".
A partire dal 2007, l'aumento della competitività dell'imprenditoria europea sarà perseguito puntando sulla semplificazione e sull'efficienza. Per semplificare il sistema la Commissione ha previsto la riduzione degli obiettivi e degli strumenti finanziari. Gli obiettivi saranno solo tre. Il primo, dedicato alla "Convergenza", sostituirà l'attuale Obiettivo 1 e sarà quindi destinato alle aree con una situazione economica più difficile. Il secondo avrà il fine di aumentare la competitività delle regioni con un'economia più dinamica, anticipando e promuovendo il cambiamento, mentre il terzo sarà destinato alla cooperazione sul modello dell'iniziativa comunitaria INTERREG.
Tre saranno anche i nuovi strumenti finanziari (Fondo di coesione, FESR e Fondo sociale). Non farà invece parte dei fondi per lo sviluppo regionale il FEOGA, lo strumento destinato alle attività rurali e agricole. Nelle prospettive finanziarie presentate la scorsa settimana, infatti, l'agricoltura occupa una voce a sé stante, distinta dalla coesione.
L'obiettivo dell'efficienza sarà perseguito focalizzando l'attenzione sulle priorità comunitarie che derivano dalla Strategia di Lisbona e di Goteborg e predisponendo una serie di strumenti che aumentano l'operatività dell'Unione. Ci saranno, ad esempio, verifiche annuali dei progressi fatti, valutazioni in itinere sull'attuazione dei progetti, rapporti sui singoli programmi e sui singoli paesi.
Ma cosa cambierà di fatto per le regioni dei Quindici dopo l'allargamento? Secondo Ranieri Di Carpegna non ci sarà una diminuzione dei fondi loro destinati. È vero che "dal 2007, progressivamente, la dotazione dei nuovi Stati membri tende ad aumentare in percentuale rispetto a quella dei membri attuali, ma questo è soprattutto l'effetto del Phasing Out". Molte delle regioni dei Quindici, cioè, non beneficeranno più dei fondi europei perché avranno raggiunto un adeguato livello di sviluppo e di progresso economico. "Le stesse regioni, d'altronde, hanno dato un grande contributo nella definizione della nuova strategia", ha aggiunto Di Carpegna "e la Commissione ha dato grande conto alle loro proposte ed esigenze".
Per quanto riguarda l'Italia, "le dotazioni di bilancio che le saranno destinate saranno grosso modo quelle attuali. C'è una sola regione che uscirà dall'Obiettivo 1 per passare all'Obiettivo 2 (Sardegna), mentre un'altra (Basilicata) subirà l'effetto "statistico" e farà parte delle zone in Phasing Out.
20 febbraio 2004 |
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Approfondimenti
- Un nuovo piano di coesione per l'Ue
Link utili
- Il testo completo del Rapporto
- Il discorso del Commissario Michel Barnier
- La politica regionale dell'Ue
- Il sito del CIDE (Centro italiano di documentazione europea)
Documenti utili
- Le mappe sul Terzo rapporto di coesione economica e sociale (pdf) (3183 Kb) |
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